iPhone: un nuovo caso PSP e considerazioni personali sulla nuova tendenza del blocco dei dispositivi hardware

Il tanto acclamato cellulare della mela dopo pochi giorni dalla sua uscita era rimasto vittima di un hack che ne permetteva l’utilizzo con gestori diversi da quello obbligatorio.

Cupertino certo non piangeva per questo dato che gli utenti comperavano il suo iPhone giusto per sbloccarlo ed avere così un telefono alla moda utilizzabile anche con altre reti e non solo con AT&T.

In tutto questo però la compagnia di telecomunicazioni perdeva l’esclusiva del prodotto e quindi subito ricorse al contratto che di fatto rendeva la Apple responsabile di questo.

Ed è così che in tempi brevissimi esce un aggiornamento software del terminale che in poche righe di codice fa tornare il telefono alle condizioni iniziali e rende inutilizzabile il software che permette lo sblocco del telefonino.

Si sa però come le menti degli hacker sia molto veloce e reattiva ma soprattutto come sia sensibile a queste forme di sfide perchè ormai è di questo che si tratta.

A dimostrazione di ciò un nuovo tool che permette il downgrade del telefono alla versione precedente del firmware.

Dopo questo downgrade non si è riusciti ad avere le funzioni di comunicazione della parte telefonica e wireless ma sarà solo questione di tempo prima che anche questa piccola difficoltà sia superata.

In pratica la vicenda sta assumendo i contorni di una storia già vista e cio quella della Sony impegnata, a colpi di nuovi firmware, a combattere contro hacker che realizzano software di tipo homebrew da far girare sulla console portatile PSP.

Come già detto molte volte non capisco tutto questo accanirsi sull’hardware e sulla sua “protezione”.
Secondo il mio modesto parere chi acquista un determinato oggetto è padrone di farne qualsiasi cosa voglia si sta arrivando al punto che si hanno in pratica delle sole licenze d’uso di apparecchi tecnologici.

Non capisco anche le ira della AT&T che permette di comperare un iPhone, per altro disponibile sono nei loro negozi ed in quelli Apple, solo in accoppiata ad un contratto di due anni con un fisso mensile obbligatorio.

Ora se l’utente compra il telefono e poi lo sblocca per usarlo su di un’altra rete non ci dovrebbero essere problemi in quanto il contratto continua a pagarlo (in effetti messa in quesi termini l’azione non ha molto senso…si sa gli americani non brillano per intelligenza ultimamente) creando ugualmente profitto all’azienda.

Il problema si avrebbe se, per un puro e fortuito caso, la Apple faccia uscire “alcuni” esemplari del suo telefono dalle sua fabbriche senza che la AT&T abbia il controllo su di essi…ma a quanto risulta non è così.

Qui finisce la mia sparata a zero verso un argomento che sempre di più minaccia la nostra libertà, in definitiva se l’hardware è mio posso anche usare detta apparecchiatura per spaccare le pietre e nessuno dovrebbe impedirmelo…l’ennesima minaccia alla nostra libertà è dietro l’angolo.

Ciao a tutti.

Una risposta a iPhone: un nuovo caso PSP e considerazioni personali sulla nuova tendenza del blocco dei dispositivi hardware

  1. Lazza scrive:

    L’utente è libero di modificare il telefono come vuole.
    Apple ha il diritto di bloccarlo come vuole, basta che al momento della vendita l’utente sappia che limitazioni ci sono.

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