I collegamenti wireless del futuro (velocità fino a 15 Gbps)

Già in fase di studio la tecnologia di tipo UWB (Ultra Wide Band) stabilisce un nuovo record nella categoria dei collegamenti veloci senza fili.

Attualmente sono alcuni prodotti di fascia alta di Toshiba e Lenovo integrano questa tecnologia che a poci metri di distanza può raggiungere i 480 Mbps.

Anche se in Europa per motivi di ordine burocratico la tecnologia in questione trova terreno difficile sul quale cimentarsi, essa ha ampi margini di miglioramento.

Vari progetti di diverse aziende stanno realizzando delle apparecchiature basate sullo standard in grado di migliorare le caratteristiche dell’UWB con discreti risultati ma le tecnologie utilizzate sembrano risultare esageratamente costose, suprattutto per quanto riguarda gli apparati radio, per essere adottati su larga scala ripetendo il successo delle classiche wifi “nostrane”.

Forse comunque una nuova tecnologia riuscirà ad imporsi tra qualche anno sul mercato, presentato da Joy Laskar del Georgia Electronic Design Center questa nuova tecnica di trasmissione si base sulle frequenze prossime ai 60 GHz ed entro pochi metri dalla sorgente del segnale si raggiungono i 15 Gbps, a rendere appetibile il tuto un costo di soli 5 dollari circa per il chip di controllo richiesto.

Sarebbe una vera rivoluzione e si andrebbe a sposare benissimo con quei dispositivi che attualmente stanno guadagnando quote di mercato come ad esempio i media player portatili in HD.

I problemi da affrontare e risolvere sono ancora molti e tra di essi la scarsa capicità di superare ostacoli e l’attenuazione di segnale percepibile in modo netto se nelle vicinanze delle apparecchiature è presente un animale o una persona.

Secondo il gruppo di ricercatori tutti i problemi saranno risolti entro i prossimi 2 anni anche se, per non dare ulteriori illusioni, vi è da ricordare che è necessario passare per la burocrazia delle frequenze che potrebbe bloccare l’accesso a tali bande, magari perchè riservate ad applicazioni militari, fermando di fatto così la diffusione degli apparati in territorio europeo.

Ciao a tutti.

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