Giù le mani dall’hardware, non si può modificare (caso Sony e iPhone Hack)

Da un po di tempo a questa parte mi imbatto sempre più spesso in notizie contrastanti ma complementari tipo queste due.

Cassazione: non si possono vendere le modifiche per la Play

Con una prima sentenza negativa ed una seconda di appello a favore (assoluzione piena) Dalvit Oscar si deve essere sentito al settimo cielo.

Il negoziante di Bolzano infatti si è visto incriminare e trascinare in tribunale dalla guardia di finanza, sotto le pressioni di Sony, a causa della vendita nel suo negozio dei chip di modifica della console.

Non sono bastati i disclaimer che il negoziante metteva tra i suoi prodotti a fermare la furia degli avvocati che hanno così ottenuto una condanna per il negoziante.

La motivazione questa:

il reato sussiste comunque ai sensi dell’articolo 171ter della legge sul diritto d’autore. L’idea di fondo è che anche se le tecnologie cambiano, e cambia la fruizione dei supporti nonché il modo in cui vengono commercializzati, quello che non cambia è la protezione del diritto d’autore che secondo la Cassazione in questo caso si esplica nella protezione dell’integrità funzionale della Playstation.

Hacker ed il monopolio At&T sull’iPhone, la parola fine decretata

Un gruppo di hacker ha annunciato che nei prossimi giorni metterà in vendita, per una cifra ancora sconosciuta, un software in grado di sbloccare completamente l’iPhone rendendolo così disponibile per altre compagnie telefoniche.

Il gruppo è composta da 6 persone provenienti da diversi continenti, tutti ,dichiaratamente fan della Apple, hanno affermato che il software è molto semplice da utilizzare il tutto avviene in circa 2 minuti.

Un giornalista della Cnn garantisce che il tool funziona ed è di una semplicità estrema.

La rivoluzione è nel fatto che fino ad ora si dovere aprire il telefono, smanettare con saldatore e stagno e modificare la sim card per avere un telefonino Apple libero.

Considerazioni

Presto detto, l’hardware, in quanto pagato senza alcuna forma di contratto differente da quello di compravendita, è proprietà di chi lo possiede che quindi può deciderne l’uso e la destinazione che meglio crede.

Da cui anche il diritto alla modifica, altro discorso per il software che una volta comprato da il diritto all’uso ma non il possesso dello stesso.

Quanto sarebbe più semplice il mondo, specialmente quello informatico, se tutto fosse libero (badate bene ho detto libero non gratuito, se poi è anche gratuito meglio).

Fortunatamente esistono baluardi a nostra difesa: GNU/Linux.

Ciao a tutti.

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